La scrittura aiuta il cervello?

La scrittura modifica il modo di pensare: serve a sviluppare il pensiero astratto e ad adottare un linguaggio più articolato.

La scrittura nasce come aiuto mnemonico, com’è dimostrato dal fatto che la maggior parte degli scritti cuneiformi sono libri di conti o elenchi. Il suo primo effetto sulla psiche umana non è però esattamente quello previsto da Platone, che temeva annullasse le nostre capacità di memorizzazione.

Secondo uno studioso moderno come Derrick de Kerckhove, docente all’Università Federico II di Napoli, la diffusione della scrittura ha invece avuto come conseguenza una stimolazione dell’attività dell’emisfero cerebrale sinistro, tale da migliorare le nostre capacità di pensiero astratto.

Ma perché la capacità di scrivere dovrebbe cambiare il modo di pensare? Principalmente perché, quando si scrive, non si possono accompagnare le parole con gesti ed espressioni che le rendono più chiare all’interlocutore. E questo costringe lo scrivente a essere il più chiaro possibile, al solo scopo di essere compreso. Per riuscirci, è necessario analizzare le singole parti del discorso, scegliere la collocazione migliore dei verbi, fare attenzione all’uso del soggetto e così via. Inoltre, si ha a disposizione il tempo necessario per correggere una parola, eliminarla o trovarne una più adeguata. Se lo stesso tipo di processo viene poi trasferito al linguaggio parlato, si sviluppa la tendenza a costruire frasi più complesse. Chi invece non ha l’abitudine alla scrittura, tende a usare frasi più brevi, correggendo eventuali errori con nuove affermazioni contraddittorie e,spesso, completando le frasi con cenni, gesti o monosillabi privi di significato.

Sarebbe comunque un errore credere che gli analfabeti, che nel mondo secondo i dati Unesco sono più di 800 milioni, ‘pensino’ in maniera diversa rispetto al soggetto alfabetizzato: la sola differenza è che chi non ha imparato a scrivere incontra maggiori difficoltà nell’analizzare i pensieri e i concetti astratti.

Intanto la scrittura continua a evolversi. L’ultimo passo, ovvero l’uso di sistemi di videoscrittura, potrebbe avere un impatto paragonabile a quello dell’introduzione della carta. La carta rese infatti la scrittura manuale più facile e più veloce, e ora la videoscrittura consente un’ulteriore accelerazione oltre a rendere molto più rapide ed economiche le modifiche al testo.

Per il momento, tuttavia, c’è un unico cambiamento evidente: l’introduzione (soprattutto nella posta elettronica, negli sms e nelle chat via Internet) delle ‘faccine’ o emoticon. 

emoticon-classic

Il loro uso è reso necessario dall’esigenza di esprimersi per iscritto con la stessa velocità del linguaggio parlato, e anche con lo stesso rischio di essere fraintesi: una faccia sorridente o imbronciata , una linguaccia, un bacio servono così a stemperare il significato letterale di un’affermazione.

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