I giganti sono realmente esistiti o sono solo leggende?

Traduzione per The Epoch Times.

Giants

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Ai confini della realtà: Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.

Nel corso del tempo moltissime informazioni sono andate perdute a causa di guerre, disastri naturali, ignoranza umana o semplicemente per il trascorrere del tempo. Non tutto ciò è andato perduto, molto è rimasto sottoterra. Forse gli indizi per risolvere misteri vecchi di secoli sono proprio sotto i nostri piedi.

Nella ricerca di prove inerenti all’esistenza dei giganti sono state studiate alcune colline degli Stati Uniti centrali, così come le imponenti e misteriose costruzioni presenti nel Medio Oriente.

Abramo Lincoln, in visita alle Cascate del Niagara disse: «Gli occhi dei giganti estinti, le cui ossa riempiono le colline dell’America, fissavano il Niagara, come stanno facendo ora i nostri occhi. Nato nello stesso tempo degli umani, ma più vecchio del primo uomo, il fiume Niagara oggi è forte e fresco come diecimila anni fa».

Si dice che le ombre dei giganti si possano trovare nelle leggende di molte culture. Le controverse scoperte di scheletri alti da oltre due metri a quasi tre, insieme ad altri reperti, hanno fatto pensare che questi miti non siano completamente inventati.

I ricercatori, che esaminano queste possibilità e che spesso si trovano a essere ridicolizzati dagli scienziati convenzionali, affermano che in un passato remoto giganti alti due o più metri vivevano sulla Terra insieme ad essere umani con una stazza simile a quella di noi contemporanei. Inoltre questi giganti potrebbero aver avuto la loro cultura, la loro civiltà e forse perfino sarebbero potute esistere diverse Nazioni e razze di giganti in epoche e luoghi differenti.

I GIGANTI ONNIPOTENTI NELLE LEGGENDE

La Bibbia fa riferimento diverse volte ai giganti. Nella Genesi (Gn. 6.4) si legge: «C’erano dei giganti sulla Terra a quei tempi e anche dopo, quando i figli di Dio si accoppiarono alle figlie degli uomini e queste partorirono i loro figli. Sono questi gli eroi dei tempi antichi, sono gli uomini famosi di quei tempi». In altre versioni della Bibbia, i ‘giganti’ vengono indicati come‘Nefilim’ o titani.

Nella famosa sfida tra Davide e Golia (Samuele 1.17), si diceva che Golia fosse alto tre metri. Era l’asso dell’esercito filisteo; il giovane Davide lo stordì con una pietra lanciata dalla sua fionda, uccidendolo dopo con la spada.

L’antica mitologia greca racconta dei titani, i giganti della preistoria. La divinità primordiale Gaia dette alla luce i titani, giganti che camminavano sulla Terra prima degli dei dell’Olimpo e dell’uomo. Sfortunatamente per i titani, gli dei alla fine li cacciarono, bloccandoli nell’oblio o sottoponendoli eternamente a lavori strazianti.

Plinio il Vecchio scrisse nel suo famoso trattato ‘Naturalis Historica’, completato nel 77 d.C circa il ritrovamento di alcuni scheletri di giganti, citando le antiche fonti come fece lo storico romano del I secolo Tito Flavio Giuseppe che menzionò diverse volte l’esistenza dei giganti all’inizio dei tempi.

Anche i Maya tramandarono delle storie sui giganti. Cabrakan, l’ultimo dei giganti terrestri del Guatemala, era così potente da essere in grado di sollevare le montagne. Venne però ingannato e avvelenato dai cosidetti ‘Eroi gemelli’, secondo l’opera di Lewis Spence ‘The myths of Mexico and Peru’ (‘I miti del Messico e del Perù’ ndT).

SCHELETRI DI GIGANTI NEL NUOVO MONDO?

Nel 1608 l’esploratore John Smith scrisse: «I Sasquesahanougs sono persone simili a giganti». Li ha descritti così: «Il polpaccio della gamba più lunga misurava quasi un metro e tutti gli altri arti erano proporzionati; sembrava la persona più imponente e buona che avessi mai visto. Le sue frecce erano lunghe poco più di un metro con in punta delle schegge di un bianco cristallino».

Anche Hernando de Soto, esploratore spagnolo del XVI secolo che ha scavato nel territorio degli odierni gli Stati Uniti, descrisse gli uomini che aveva incontrato essere alti almeno mezzo metro in più.

Le leggende dei giganti si possono rintracciare tra gli Irochesi, gli Osage, i Tuscarora, gli Urgoni, gli Omaha e molti altri nativi americani.

Si pensa che le colline presenti negli Stati Uniti centrali, spesso relazionati alle tribù native d’America e alla loro cultura, siano tumuli sacri dei giganti. Una pletora di ritagli di giornale e articoli riguardanti il ritrovamento di scheletri alti dai due ai tre metri pervade gli Stati Uniti del XIX secolo.

Lo Smithsonian Institute ha affermato che le misure prese agli scheletri rinvenuti durante quel periodo di tempo devono essere state semplicemente sbagliate. Douglas Ross Hamilton contattò il National Museum of Natural History, amministrato dallo Smithsonian Institution, per un commento prima della pubblicazione del suo libro ‘A Tradition of Giants’. Scrisse: «Una comunicazione personale fornita da un membro dello staff dello Smithsonian poco prima della pubblicazione del libro, mostra come il National Museum abbia continuamente negato il tutto. Per motivi di privacy, espongo personalmente il contenuto: nei primi giorni degli scavi archeologici gli scheletri venivano alcune volte misurati dove venivano trovati. Con la possibilità di ri-localizzazione del cranio e dei piedi, un individuo poteva, senza dubbio, essere più alto di quanto lo fosse stato nella vita reale».

Hamilton ha sostenuto che non tutti gli scheletri siano stati spostati e anche che «misurando le ossa delle gambe, sommate alla misura delle spalle e la grandezza del cranio, vi erano pochi dubbi riguardo la reale statura».

In 28 giugno del 1933, secondo un articolo apparso sul Sarasota Herald-Tribune, sono stati ritrovati, nella Catahoula Parish in Louisiana, più di una decina di scheletri con un’altezza superiore a due metri e il posto è stato esaminato dai ricercatori dello Smithsonian. Il resoconto stabilisce che il ritrovamento «è stato considerato come un contributo alla teoria della presenza di una tomba preistorica».

Hamilton ha citato un testo del 1884, il quale fornisce un resoconto sui resti dei giganti trovati in Ohio, apparentemente cremati dopo il decesso: «Subito dietro l’altare furono trovati tre scheletri, carbonizzati e coperti di cenere, sdraiati a faccia in su, alti rispettivamente: due metri e mezzo, due metri e otto centimetri e quasi tre metri. In un’altra tomba sono stati ritrovati lo scheletro di una donna alta due metri e di un uomo alto quasi tre metri.

Nel 1879 è stato presumibilmente scoperto, a Brewersville, uno scheletro di tre metri. Tuttavia questi resti sono andati perduti a causa di un’inondazione che nel 1937 spazzò via gli edifici della zona nei quali erano conservate le ossa, secondo una presentazione intitolata ‘Lost Tribes, Sunken Continents, and Ancient Astronauts: On the Wild Side of Midwestern Archaeology’ di Larry Zimmerman del Dipartimento di Archeologia e del Museo di Studi dell’Università dell’Indiana.

Nel 1871 nel distretto di Cayuga, in Canada si ritiene che oltre 200 scheletri di giganti siano stati ritrovati, molti dei quali erano alti tre metri e altri poco più bassi di due metri. Il luogo era pubblico e aperto a chiunque avesse voluto visitarlo e attrasse molti visitatori. Un commento inviato da un lettore J.N. Johnstone, identificatosi come un medico, fu pubblicato dal New York Times il 10 settembre 1871: «Essendo un appassionato di curiosità e avendo sentito parlare dei ritrovamenti nelle tombe o nelle fosse del Cayuga, ho fatto una visita e quello che ho visto ne è valsa la pena: le dimensioni di alcune ossa erano veramente straordinarie, prova dell’esistenza di una razza di giganti nel passato».

Un bollettino del 1936 scritto dal ‘Groves of the North American Indian Relic Collectors’ Association e citato da Hamilton riporta uno scavo nelle colline dell’Oklahoma: «Tra il materiale scheletrico, solo quattro o cinque autentici esemplari sono stati trovati. Una mummia era alta due metri e mezzo. È stata cremata talmente tanto che la pelle era carbonizzata ed è rimasta in quelle condizioni per tutti questi anni».

Il bollettino descrive la mancata attenzione verso la scoperta, affermando che i resti erano stati spostati in un tendone dove «nessuna autorità del museo o archeologi erano interessati alla ricerca. Dopo aver occupato per diverse settimane l’unico rifugio disponibile, è stato spostato nel retro del tendone per creare una stanza destinata ai relitti di maggior importanza. In poche settimane è scomparso».

Ma se sono state ritrovate tutte queste ossa, dove si trovano adesso? Le prove esistono soltanto nei vecchi ritagli di giornale?

Testo originale: Did Giants Exist? Part 1: Legends and America’s Giant Skeletons

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